Mini-racconto: “Elettra Carbonara” /con sondaggio

“Elettra, il pensiero della tua carbonara mi rimarrà sempre in bocca”.
Il pensiero mi bagnava le papille gustative mentre vedevo scendere nella terra la bara nuda di simboli.
Guardandomi intorno leggevo negli occhi dei presenti lo stesso pensiero: chi mai avrebbe potuto gestire la trattoria di Elettra Carbonara?
Quel nome, già. Nessuno aveva mai saputo il suo cognome: per noi tutti era la Carbonara. A vederla muoversi sulle nostre strade polverose non le avresti dato un soldo, ma nella sua trattoria aveva l’autorevolezza del Maestro Giuseppe Verdi e la passione del coro degli ebrei del Nabucco. Elettra si muoveva in cucina come stesse eseguendo musica da uno spartito musicale che conosceva solo lei, ma che tutti noi carbonari apprezzavamo.
E per questo eravamo lì, tutti vestiti di nero: rendere onore a Elettra la Carbonara.

 

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