“Il ciclista di Cernobyl”. Per chi ama i romanzi che raccontano vere storie. For those who love the novels that tell true stories.

Il ciclista di Cernobyl                                                                                                             di Javier Sebastiàn

traduzione di Bruno Arpaia                                                                                                        Editore Guanda

Ho preso questo libro attirato dal titolo e dalla copertina che parlava di un ciclista e di una bicicletta che ho immaginato viaggiare per Cernobyl, nome che subito mi evoca il disastro nucleare. E quindi ero molto curioso di leggere questa storia: cosa ci faceva un ciclista in un luogo che sapevo “annientato”, svuotato dai suoi abitanti a causa del disastro della centrale atomica?

I got this book attracted by the title and cover art that spoke of a cyclist and a bicycle that I imagined traveling to Chernobyl, a name that immediately reminds me of the nuclear disaster. And so I was very curious to read this story: Why was a cyclist in a place that I knew “annihilated”, emptied of its inhabitants due to the disaster of nuclear power?  …

L’articolo continua nella sezione “Libri” al link:                                      https://lampidicielo.wordpress.com/il-ciclista-di…l-true-stories/

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Il romanzo, secondo me, ruota proprio intorno a questa domanda: cosa ci fa un uomo a Prypiat, la città maledetta a un tiro di schippo dalla centrale di Cernobyl ? perchè vive  lì? L’uomo in questione ha un nome preciso e famoso, Vasilij Nesterenko. Uno scienziato, un fisico sovietico, che fu coinvolto fin dai primi momenti per cercare di trovare una soluzione al dramma di Cernobyl e in seguito in tutti gli insufficienti interventi messi in atto per arginare la diffusione della peste nera tra le persone.. Ma il romanzo non è la sua biografia: il romanzo trae spunto dalla sua storia per raccontare un’altra storia.

E’ la fuga di un uomo che scappa dai suoi persecutori e si rifugia nel posto più desolato e evitato del mondo. Qui scopre un frammento di umanità poichè non è l’unico che ha pensato di nascondersi al mondo nella città. Alcuni uomini e donne che vivono ognuno per conto loro dispersi nella città. La presenza di Nesterenko appare come un catalizzatore: quella umanità dispersa sembra ritrovare una ragione per stare lì e farlo insieme. Non è che Nesterenko sia presentato come un demiurgo, un eroe che trasforma la situazione, però sa ascoltare. E tramite le piccole semplici storie di loro veniamo accompagnati nella storia di Prypiat e dei suoi abitanti e anche in quella di Nesterenko.

The novel, in my opinion, revolves around the question: what does a man in Prypiat, the city 2 miles away from the atomic central of Chernobyl? why he lives there?    The man in question has a specific name and famous, Vasily Nesterenko. A scientist, a Soviet physicist, who was involved from the earliest times to try to find a solution to the tragedy of Chernobyl and then in all the insufficient measures put in place to curb the spread of the Black Death between people. But the novel is not his biography: the novel was inspired by his story to tell another story.   

The book tells the escape of a man who runs away from his persecutors and takes refuge in the most desolate and avoided place in the world. Here he discovered a fragment of humanity as it is not the only one who has thought of hiding in the world in the city. Some men and women living on their own are lost in the city. The presence of Nesterenko appears as a catalyst: the scattered humanity seems to find a reason to stay there and do it together. Nesterenko is not presented as a demiurge, a hero who transforms the situation, however, he knows how to listen. And through the small simple stories of them come together the history of Prypiat and its inhabitants and also in that of Nesterenko.

Il libro è scritto usando molto bene un’azione che si svolge nell’oggi -un tempo non chiarito, ma dopo il disastro- e un tempo passato che si mescolano tra loro con continui flash back. I flash back sono a livello di capitoli e quindi si riesce a seguire la storia senza perdere il filo, come a volte accade.

L’inizio del romanzo mi ha subito agganciato, incuriosito. Il libro infatti comincia in un fastfood a Parigi con l’incontro -insolito, ma così umano- tra un vecchio  ammalato e un funzionario di un ente internazionale.  Chi è questo funzionario ? al di là della sua compiuta descrizione, quel funzionario -a mio modo di vedere- siamo noi, che sappiamo poco di Cernobyl. Noi a cui uno di quelle parti ci apparirebbe  come un marziano e che viviamo in un mondo fatto di sorde lotte per il potere. Il funzionario scopre a poco a poco la storia di Nesterenko e vuole aiutarlo, ma Vassilij è ancora in fuga: la solidarietà, la condivisione non la trova nella Ville Lumière, simbolo della nostra società. Scappa di nuovo e il funzionario lo cerca e lo troverà in modo per lui inatteso.

The book is very well written using an action that takes place today -a time not clear, but after the disaster- and in the past. These times are mixed together with continuous flash back. The flashbacks are at the level of chapters and then you can follow the story without losing the thread, as sometimes happens.

I was immediately hooked, intrigued by the beginning of the novel. In fact, the book begins in a fast-food in Paris with the unusual, but so human, meeting between a sick old man and an official of an international organization. Who is this official? beyond its complete description, the officer -in my view- we are: we know little about Chernobyl; to us  a person from that place would seem like a dangerous alien;  and we live in a world of struggle for the  power. The official discovers little by little the story of Nesterenko and wants to help, but Vasilij is still on the run: solidarity, sharing are not located in the City of Light, the symbol of our society. He run away again and the officer seeks him. He will find Vassilij  in a so unexpected way for him.

Riassumendo, “Il ciclista di Cernobyl” è un romanzo che parla di una tragedia immane, ma lo fa raccontando le semplici storie di persone coinvolte e quindi rendendo tutto più vero e coinvolgente. E’ un romanzo che mi ha fatto comprendere le sofferenze della popolazione a causa della tragedia nucleare, ma anche il coraggio e la dedizione di uomini e donne coinvolti.                                                                                                                                     Il romanzo, a mio parere, si conclude con una nota di speranza, che non svelo nei dettagli per non togliervi il gusto di leggerlo.

In summary, “Il ciclista di Cernobyl” is a novel about a terrible tragedy, but it does so by telling simple stories of people involved and thus making it more real and engaging. It ‘a novel that made me understand the suffering of the people due to the nuclear tragedy, but also the courage and dedication of men and women involved.                                          The novel, in my opinion, it ends on a note of hope that will not reveal the details to not take away the pleasure of reading it.

                                                                           
E la bicicletta ? direte voi. Dove sta la bicicletta ?                                                                    La bicicletta c’è. In una bella scena di solidarietà la bicicletta diventa il mezzo, lo strumento metafisico per andare via dalla città maledetta. Ma essa conta sulle forze dell’uomo per avanzare e allora l’uomo sente i suoi limiti, la necessità di accettare una situazione drammatica. Bastava una motocicletta -direte voi- per fuggire: ebbene la moto c’era. Ma vi lascio scoprire se e come viene utilizzata.

And the bike? you say. Where is the bike?                                                                         The bike is there. In a beautiful scene of solidarity, the bicycle becomes the means, the metaphysical instrument to get away from the cursed city. But it relies on human strength to move forward and then the man feels its limitations, the need to accept a dramatic situation. They could say he needed a motorcycle to escape: well the motorcycle was there . But I leave you to find out if and how it was used.

La foto è “public domain” dal web / The photo is “public domain” from the web

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