Palazzo Pfanner a Lucca. Da vedere, da soli o in compagnia. A place to visit.

Palazzo Pfanner mi appare come un tesoro nascosto, incastonato nelle mura di Lucca.  Se sei attento ne vedi un’anteprima dalla passeggiata sulla cinta muraria, altrimenti questo tesoro è ben nascosto in una strada secondaria. Eppure dietro un anonimo portone -quanto simile a quelli di Milano che nascondono inattesi giardini- mi sono ritrovato in un atrio amplissimo e in penombra, con un soleggiato giardino sullo sfondo e  con uno scalone costruito sul contrasto tra peine e vuoti. Architettura fatta a merletto, un lieve merletto mosso dal vento.                                                                                                         Palazzo Pfanner seems to me like a hidden treasure, nestled in the walls of Lucca. If you are careful you see a preview when you walk along the the stroll on the town walls, otherwise this treasure is well hidden in a side street. Yet behind an anonymous door -what similar to those of Milan that hide unexpected gardens- I found myself in a vast and shadowy hall, with a sunny garden in the background and a staircase built on the contrast between fulness and emptiness. Architecture that looks like a lace flapper slightly in the wind.
                                                         

            

Il delizioso giardino si può visitare e godere dei colori dei fiori e dei frutti senza pagare un euro. Ho passeggiato tra statue di divinità greche che mi guardavano sorridenti. Statue attualmente di un candore immacolato: devono averle proprio pulite di recente! Nel giardino mi sono seduto su una delle panche e ho quasi sentito il brusio degli avventori che più di un secolo dal 1846 venivano a bere un birra Pfanner del mastro birraio austriaco Felix Pfanner. E in questa estate calda -caldissima- una fresca birra Pfanner l’avrei assaggiata volentieri anch’io.                                                                                                    You can visit the lovely garden and enjoy the colors of flowers and fruits without paying a euro. I walked among statues of Greek gods who looked at me smiling. Statues currently an immaculate whiteness: they must clean them just recently! In the garden I sat on one of the benches and I almost heard the noise of the people that since 1846 came to drink a beer in the brewer Pfanner of Austrian Felix Pfanner. Me too, I would gladly tasted a fresh beer Pfanner in this very hot summer.     

            

Ho salito lo scalone ammirando gli affreschi sulle volte e sono arrivato nel salone da ballo (ma chissà se ha mai ospitato una serata da ballo: lo spazio c’è tutto!). Al piano nobile è come fare un salto indietro nel tempo: il salone è circondato da sale laterali arredate con mobilio originale a riscostruire una cucina, una sala da pranzo, un camera da letto con tanto di pitale e stufa in maiolica e soprattutto un letto a baldacchino che accolse effusioni principesche. Ma gli oggetti che più mi hanno colpito sono tutti gli strumenti medici di fine ‘800 esposti nel salone. Alcuni assolutamente indecifrabili, nonostante l’etichetta. Altri chiarissimi e emozionanti come le seghe e seghetti per l’amputazione degli arti. E l’anestesia sarà stata molto alcolica ! Il figlio del mastro birraio usò questi strumenti per la sua professione in Lucca, oppure li collezionò. Pietro Pfanner però era un tipo speciale: visitava e anche pagava le cure ai poveri della città – un po’ come un altro medico, Giuseppe Moscati, faceva a Napoli quasi nello stesso periodo-. Tanto che Pietro Pfanner viene ricordato come un benefattore , oltre che medico e anche sindaco di Lucca tra 1920 e il 1922.                                                                                                                                    I climbed the stairs admiring the frescoes on the vaults and I arrived in the ballroom (I don’t know if it ever hosted an evening of dance: but the room is very large!). It’s like taking a step back in time: the ballroom is surrounded by side rooms furnished with original furniture. You can see a kitchen, a dining room, a bedroom with a tiled stove and a bed canopy that hosted the love affairs of princes. But the objects that most impressed me are the medical instruments of 1800 exposed in the ballroom. Some of them are absolutely indecipherable, although the label. Other tools are very clear and vivid as the saws to amputation. I suppose the anesthesia has been very alcoholic! The son of the brewer used these tools for his profession in Lucca, or he collected them. Pietro Pfanner, however, was a special kind: he visited and also paid care to the poor of the city – like another doctor, Giuseppe Moscati, did in Naples about the same time-. So much so that Peter Pfanner is remembered as a benefactor as well as medical and also mayor of Lucca between 1920 and 1922.

                                        

                        

Quindi visitando l’Italia e Lucca in particolare, prendetevi tutto il tempo per godere della bellezza e della serenità che offre Palazzo Pfanner e il suo giardino. E magari troverete una troupe cinematografica che riprende questi luoghi come scenografia di un film, come venne fatto per “il Marchese del Grillo” di Monicelli del 1981 e per “Ritratto di signora” con Nicole Kidman (1996).

Le foto del post sono mie, fatte con un obiettivo grandangolare.

So visiting Italy and Lucca, in particular, you should take the time to enjoy the beauty and the serenity that Palazzo Pfanner and its garden offer. And maybe you will find a film crew that takes these places like set design for a movie, as was done for “il Marchese del Grillo” by Mario Monicelli in 1981 and for “Portrait of a Lady” starring Nicole Kidman (1996).

I used a Nikon camera with a wide angle lens to take the pictures posted.

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